"Dalla personalità si può scoprire molto sulla calligrafia di una persona."
— luoghicomunicalcontrario
"Da piccolo facevo il portiere. Giocavo nella squadra del quartiere dove abitavo, il quartiere Montebello. Portiere degli allievi della Montebello.
Allora una volta, ero lì che dovevo rinviare coi piedi, mi sono chiesto improvvisamente Chi me lo fa fare, di rinviare la palla coi piedi?
C’erano i miei compagni, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C’erano gli avversari, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. E io ero lì, la palla in mano, avevo appena fatto una parata, facile, colpo di testa senza forza, dritto fra le mie braccia, ero lì che cercavo di ricordarmi chi me lo faceva fare, a me, di rinviare la palla coi piedi.
C’erano i panchinari della mia squadra, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C’erano i panchinari della squadra avversaria, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C’era l’allenatore dell’altra squadra, tutto voltato verso di me, aspettava tutto che rinviassi la palla coi piedi. C’era il mio allenatore, gridava Che cazzo fai? Muoviti! Io stavo lì, col pallone in braccio, pensavo, pensavo.
C’erano i guardalinee, tutti voltati verso di me, aspettavano tutti che rinviassi la palla coi piedi. C’era l’arbitro, tutto voltato verso di me, aspettava tutto che rinviassi la palla coi piedi.
Poi dopo ha fischiato.
Punizione a due in area per la squadra avversaria.
Battono, tirano, gol.
Cominciato a scrivere."
— Paolo Nori, La matematica è scolpita nel granito
So disfare tutte le aspettative.
"Le tue domande si riferiscono a parole;
debbo pertanto parlare di parole."
— Ludwig Wittgenstein
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Il suo maggior piacere nella vita era avvicinarsi a un cavallo e sussurrargli la parola “suca” in un orecchio. I cavalli, come si sa, sono animaloni piuttosto pacifici e per un bel po’ di tempo l’uomo poté godere di questo suo curioso passatempo senza controindicazioni.
Finché un giorno l’uomo si introdusse in un ippodromo, scelse un cavallo di suo gusto, gli si fece vicino, portò la sua bocca all’orecchio dell’equino e gli sussurrò “suca”.
Il cavallo in questione quel giorno era di cattivo umore e non la prese bene.
Gli portò via il naso con un morso.
Da allora l’uomo che sussurrava “suca” ai cavalli non poté più soffiarsi il naso con discrezione e smise di sussurrare “suca” ai cavalli.
Morale della storia: la morale di questa storia è che prima di sussurrare “suca” nell’orecchio di un cavallo è utile accertarsi che l’equino sia di buon umore.
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— Guido Catalano, L’uomo che sussurrava “suca” ai cavalli
"Il quinto effetto dipende più da te, da come ti considerano gli altri. È efficace anche se ha un uso più limitato. Facci caso, ragazzo. Appena ti ritrovi a fare due chiacchiere con la persona giusta, interrompiti all’improvviso a metà del discorso, guardala dritto negli occhi e di’: “Cosa c’è che non va?” Dillo in tono preoccupato. Quella dirà: “In che senso?” E tu: “Qualcosa non va. Si capisce. Che cos’è?” E quella ti guarderà sbigottita dicendo: “Come fai a saperlo?” Non si rende conto che c’è sempre qualcosa che non va, in tutti. Spesso più di una sola cosa. Non sa che tutti vanno sempre in giro con qualcosa che non va e sono convinti di fare un grande sforzo di volontà e di controllo per impedire agli altri, che secondo loro non hanno mai niente che non va, di accorgersene. Le persone sono fatte così. Chiedi di punto in bianco cosa c’è che non va e, che decidano di vuotare il sacco o neghino fingendo che sei fuori strada, ti considereranno intuitivo e perspicace. O ti saranno grate, o si spaventeranno evitandoti a partire da quel momento. Due reazioni che hanno una loro utilità, come vedremo. Puoi giocartela come meglio credi. Funziona il novanta per cento delle volte."
— David Foster Wallace, Il re pallido
renderà più facile la memorizzazione del tutto.